Cos’è la scrittura digitale?

La scrittura digitale ha caratteristiche diverse dalla scrittura su carta: chiunque si occupi di web writing lo sa.

Ho sempre approfondito questo tema perché scrivo per il web da alcuni anni e perché penso sia importante cercare di farlo al meglio: non solo per posizionare i contenuti web ma anche per offrire al lettore digitale un’esperienza di lettura gratificante.


Di cosa parlo in questo post?

Spesso leggo libri e blog che parlano di questo argomento e vorrei riassumere, in questo mio post, gli aspetti che mi sembrano più importanti, aspetti che possono essere riassunti (ma non certo esauriti) in alcune domande:

  1. Come legge il lettore digitale? Con quali strumenti? Con quali modalità?
    Come cambia, sul web e via mobile, la fruizione dei contenuti, contenuti che non riguardano solo il testo ma anche il meta testo?
  2. Cos’è la scrittura digitale? Quali sono le sue peculiarità?
  3. Perché, oggi più che mai, quando si scrive per il web è importante costruire relazioni con le persone?

Alcune fonti di ispirazione

Faccio una breve premessa, per accennare quali sono le migliori fonti da cui ho preso ispirazione per questo post, che da tempo volevo scrivere.

Sono da anni un’assidua lettrice del blog di Luisa Carrada e ho letto alcuni suoi libri: alla sua fonte ho sempre attinto con passione e sete di conoscenza.
Personalmente, ritengo che Luisa sia una delle massime esperte di scrittura e di business writing, sia in modalità cartacea che digitale.

Oltre a Luisa, ho scoperto di recente un altro autore e ho finito di leggere da poche ore il suo libro, che mi ha colpito per la completezza e la profondità con cui viene trattato il tema della scrittura digitale.
L’autore è Piero Babudro e il libro si intitola: “Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole: Un metodo nuovo per migliorare i tuoi contenuti su web e social – Scrivi in modo efficace per tessere reti, immaginare mondi, costruire relazioni“.


La lettura digitale: come leggono le persone sul web?
Come cambia, sul web e via mobile, la fruizione dei contenuti?

Sul computer, sullo smartphone, mentre sono al lavoro e mentre si muovono, in metropolitana o in treno, mentre guardano la TV…
Sul web la lettura e la fruizione dei contenuti è discontinua, frammentata, perché spesso distratta sia dall’ambiente che ci circonda, sia dagli elementi del meta-testo o iper-testo: link, immagini, a volte pop up pubblicitari.

A volte si tratta di una lettura faticosa, in ambienti rumorosi, su schermi piccoli.

Nella lettura digitale, e gli studi lo dimostrano, la pagina web viene guardata, scansionata, prima ancora di essere letta: titoli, sottotitoli, immagini.

L’esperienza della lettura digitale non è lineare: non è come leggere un libro cartaceo.

Le persone che leggono articoli sul web stanno cercando informazioni, il più delle volte, oppure cercano un approfondimento su un tema di loro interesse, ma in ogni caso le persone che leggono sul web non amano perdere tempo.
Non vogliono, nella maggior parte dei casi, dilungarsi con introduzioni noiose e vanno dritti al punto, cercando il punto nella pagina web: se non lo trovano, se ne vanno altrove.

Spesso leggiamo solo un pezzo di pagina web, quello che davvero ci interessa, e non tutto l’articolo.
Selezioniamo, in modo conscio e anche inconscio, cosa ci interessa e scartiamo senza pietà ciò che non ci interessa.

Le persone che leggono sul web si aspettano sintesi, frasi brevi, chiarezza.

Ma c’è di più: la lettura digitale è interattiva.
E questo aspetto interattivo della scrittura, Piero Babudro lo spiega davvero bene nel suo libro, che consiglio di leggere e tenere a portata di mano.

Vuoi approfondire?
Ti mando sul blog di Luisa
, all’articolo: “Sul web così si legge, così si scrive”.
(Ma lì troverai altri post, se vorrai approfondire ancora di più).


La scrittura digitale e le sue caratteristiche

Capirai bene che, se sul web si legge in un certo modo, di conseguenza è necessario scrivere in un certo modo.
Se la lettura digitale è interattiva anche la scrittura digitale deve esserlo.
E soprattutto la scrittura digitale deve, come sottolinea Piero Babudro nel suo libro, comunicare, “mettere in comune”.

La scrittura digitale, più di ogni altra forma di scrittura, è un modo diverso di pensare il testo, che non è più isolato ma corredato da altri elementi, e un modo diverso di entrare in relazione con il lettore.

La scrittura digitale ha peculiari caratteristiche che derivano da alcuni fattori:

  • I supporti sono digitali
  • Il lettore è… tutte o quasi le persone della rete, è migliaia di persone diverse fra loro ma anche simili, è tutti e nessuno
  • I luoghi e i tempi di lettura sono cambiati
  • I contenuti, i blog, gli articoli sono tanti, tantissimi, ogni giorno di più: arduo selezionare le fonti, difficile emergere dagli abissi
  • L’attenzione è sempre più difficile da ottenere
  • Le relazioni sono difficili da mantenere nel tempo
  • Le persone non si limitano a leggere: domandano, criticano, elogiano, dicono la loro, vogliono una risposta

La scrittura digitale si distingue da quella cartacea per il fatto che è destinata a mezzi digitali.

E questo, come ho detto in un altro post, significa un’organizzazione dei contenuti diversa da quella lineare del libro, della tesi di Laurea, del tema in classe.

Sul web abbiamo titoli, sottotitoli, tag, meta tag, meta description, link, immagini, SEO, keyword e query di ricerca.

Ma, come abbiamo visto e come spiega Piero Babudro nel suo Manuale, la scrittura digitale si distingue da quella cartacea, o analogica, perché interagisce, a volte in tempo reale, crea relazioni, crea nuovi contenuti.

Nella lettura sul web, a volte partiamo dalla metà, o dal fondo del post, poi torniamo all’inizio: vale ancora la teoria della piramide rovesciata?
Personalmente ritengo assolutamente sì, anche se dobbiamo, nello scrivere per il web, tenere conto del modo frammentato in cui le persone potrebbero leggerci.

Dobbiamo, come scrive Piero nel capitolo 14 del suo bellissimo libro, avere una scrittura consapevole.

Pena il fallimento del nostro progetto di comunicazione.


Le persone, i lettori: l’importanza delle relazioni

L’atto più genuino dello scrivere, come detto all’inizio, riguarda il “mettere in comune”.

Pensiamo sempre a chi legge, mettiamoci nei suoi panni, quando scriviamo.

Pensiamo a cosa cercano le persone, di cosa hanno bisogno, di come possiamo dare un valore aggiunto attraverso i nostri contenuti, a come possiamo aiutarli.
Costruiamo relazioni, siamo aperti ad ascoltare anche le opinioni altrui e siamo disponibili a rivedere le nostre posizioni, se necessario.


Conclusioni

Il web e le piattaforme social hanno senza dubbio cambiato il modo di entrare in contatto e di instaurare relazioni, nonché il modo di fruire dei contenuti, con la possibilità, da parte dei lettori, di commentare questi contenuti.

Se scriviamo sul nostro blog personale, sul blog aziendale, se scriviamo i testi di un sito o un piano editoriale, dobbiamo tenere conto delle caratteristiche della scrittura digitale.

Ci sono tanti spunti di riflessione su questo tema: io ho voluto citare quelli che mi hanno dato non solo strumenti utili per migliorare ma anche nuove idee e nuove prospettive.

E tu? Hai qualche spunto o idea in merito?

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